mercoledì 21 aprile 2010

Gears of War 2... ops, volevo dire Mass Effect 2


Cos'è un RPG? Una domanda a cui non è facile rispondere perché il gioco di ruolo è talmente vasto da avere mille varianti.
Potremmo dire che la cosa che più si avvicina al concetto di Gioco di Ruolo siano i classici da tavolo come D&D o le altre varianti/ambientazioni (ancora di più se diceless) ma che su video non possono per ovvi motivi trovare una loro rappresentazione ottimale.

Nell'ambito videoludico un gioco di ruolo è quindi un qualcosa di molto differente perché una scelta apparentemente presa dal giocatore non è altro che una possibilità prevista dal programmatore. La libertà in un mondo simulato è piuttosto pretenzioso anche se i gichi sandbox ci hanno spesso regalato perle di raro divertimento.

Cosa dobbiamo aspettarci quindi da un videogioco che si prefigge di essere un RPG?
Ultimamente sembra che l'andazzo sia semplicemente quello di mettere un sistema di livellamento, una manciata di attributi da selezionare ed il gioco è fatto.
Purtroppo questo modus operandi ha generato molti fraintendimenti nella catalogazione dei giochi e molto spesso ad un Action viene attributo l'appellativo di RPG.

Mass Effect 1 è stato un chiaro esempio di questo andazzo anche se ancora ancora riusciva a salvarsi da una critica più pesante offrendo un minimo di personalizzazione del personaggio. Ecco, forse è proprio questo che potrebbe far pendere la bilancia verso il genere RPG in un mondo che faticosamente cerca di rappresentarlo ovvero la personalizzazione. Come ho scritto sopra, è impossibile lasciare al giocatore libertà assoluta di azione e di decisione ma è meno impossibile creare dei token che combinati assieme permettano di ottenere il personaggio che più ci rappresenta.
Fable 2 da questo punto di vista ha dimostrato che è possibile creare una nuvola di inutilità piacevoli per condire un nocciolo mediocre. Ma per quanto possiamo criticare l'eccessiva marginalità del contorno rispetto al piatto, non possiamo non apprezzare lo sforzo di rendere vivibile un mondo di silicio.

Tutto questo per arrivare al nocciolo dell'articolo ovvero Mass Effect 2 che teoricamente doveva chiamarsi Gears of Effect 2 (come da mio fotomontaggio).
La domanda sorge spontanea: Perché mi vendi un prodotto spacciandolo per un altro?

Sinceramente se vado da un concessionario a chiedere il nuovo modello del SUV della Audi, non mi aspetto di comprare una Smart, neanche se il primo modello di SUV della Audi si chiamava "Be Smart!".

Il primo ME era un action-rpg. Il secondo è un Action e basta. Mi va anche bene un cambio di rotta ma almeno siate sinceri. Togliete il livellamento (che tanto non serve a niente in questa nuova incarnazione), mettete eventualmente un principio skill-base* e poi vendetelo per quello che è ovvero un "Ottimo Action con dialoghi".

I Visceral Games hanno ammesso pubblicamente che Dead Space 2 sarà orientato all'action, prima ancora di pubblicare il gioco. Almeno loro sono stati onesti.

Perché io devo comprare ME2 sperando in una miglioria delle meccaniche del primo e mi ritrovo Gears of War?
Non disprezzo gli action ma li compro seguendo specifiche esigenze personali di gameplay.

Mass Effect 2 è un buon titolo, mi è piaciuto, ma non era quello che mi aspettavo. Se lo avessi saputo prima, non lo avrei comprato al "day one" pagandolo 50 euro e rotti.

Spero quindi che con il terzo ed ultimo capitolo, la Bioware torni ad essere quella casa di sviluppo che tanto ho amato ai tempi di Baldur's Gate e che ha regalato perle di indimenticabile bellezza.

Ciao e alla prossima...

domenica 11 aprile 2010

Il problema di non chiamarsi Snake


Ezio non è Snake e Assassing Creed II non è Metal Gear Solid. Abbiamo a che fare in entrambi i casi con dei personaggi che tendono a fare dello Stealth Mode il loro biglietto da visita ma se nel caso di Snake l'impatto ludico che ne viene fuori è di prim'ordine, nel secondo caso dobbiamo inchinarci di fronte a problematiche che faccio fatica ad inquadrare e che rendono il titolo fallato in diversi punti.

In un gioco chiamato Assassin Creed mi aspetto di uccidere della gente. Sul "credo" del titolo diciamo che la trama di fondo può bastare a dare un senso alle scorribande e diciamo che saltare sui tetti ed arrampicarsi sui cornicioni di una Firenze e Venezia splendidamente riproposte rappresenta un buon incipit ad un gameplay che vorrebbe sbalordire. Ma cosa rimane in realtà se andiamo ad analizzare il gioco nel profondo?

ASII soffre a mio avviso della sindrome del "Abbiamo messo tanta roba ma ci siamo dimenticati dello scopo originale del gioco". Non voglio paragonare AS a MGS perché sono due giochi molto diversi e strutturati per essere diversi tuttavia AS ha sempre cercato di mescolare l'Action ad una componente Stealth. Ecco quindi introdotte le nuove armi al veleno, le tecniche di depistaggio con l'utilizzo di prostitute o soldati e tante altri orpelli stilistici che però non nascondo il problema fondamentale di questo titolo ovvero l'assassinio.

La maggior parte del tempo la passerete a fare missioni di preparazione al colpo principale ovvero l'assassinio di questo o quel personaggi che in qualche modo è entrato di diritto nella vostra blacklist. La cosa mi andrebbe anche bene se solo la final-mission fosse preparata ad hoc. Sono anche disposto ad accettare delle fasi scriptate ma quando mi viene lasciata libertà di azione, pretendo di poter mettere all'opera tutto ciò che il mio personaggio ha imparato al fine di fare bene il mio lavoro.

Invece i programmatori hanno deciso che assassinare il tizio fosse solo un altro tassello nella loro personale scala di valori dove probabilmente è più importante trovare delle piume che non far divertire i propri compratori.

Morale della favola? Per quanto vi sforziate, ogni assassinio si tradurrà sempre e comunque nella più banale rissa da bar dove il vostro personaggio, debitamente equipaggiato, potrà facilmente far mambassa di ogni soldati, guardia del corpo, poliziotto, passante innocente ecc... che vi capiterà sottomano.

Questo perché non esiste un modo per poter fare veramente dello stealth game e questo impone ai vostri nemici di dover in qualche modo reagire alla vista di un logo collega che ha appena avuto un leggero attacco di morte.

Allora che senso hanno le ore passate a costruire l'aliante di Leonardo, a posizionare i fuochi e a istruire dei ladri se poi quando atterro sul tetto del palazzo del malcapitato tutto quello che ottengo è una rissa da stadio con conseguente pressione del tasto "salta addosso all'avversario e uccidilo".

Perché devo passare ore a fare quest noiose per preparare una missione se poi questa si risolve sempre allo stesso modo e con una velocità disarmante?

Personalmente reputo la grafica sbalorditiva, la Firenze e la Venezia ricostruite magistralmente e la storia di fondo decisamente accattivante un ottimo punto di partenza ed un risultato richiesto ad una SH come Ubisoft se però questa diventa il mezzo per poter far divertire il videogiocatore mettendogli nelle mani un titolo con cui può veramente far quello che teoricamente potrebbe fare.

Un vero peccato per un titolo che a mio parere non riesce a bissare il successo del suo più semplice ma più appagante predecessore.

Non cercate quindi in ASII quello che vi ho cercato io perché rimarrete delusi.